...contare le pecore

E' tardi, ho sonno, vado a letto.Spesso alla fine della giornata sono queste le parole che si sentono dire. Ci si avvia verso il proprio talamo e, coricati, si attende Morfeo. Ma ahimè, i minuti passano, poi le ore, e di addormentarsi neppure l’ombra.  L’insonnia è una condizione molto comune tra le persone ed è uno dei disturbi del sonno tra i più frequenti. In Italia ne soffrono quasi 15 milioni di persone. E’ fastidiosa perché i suoi effetti non si manifestano solo di notte, si ripercuotono su tutta la giornata. Può essere occasionale, se dura pochi giorni, oppure a breve termine, se persiste per oltre 3 settimane. Generalmente in questi casi, il disturbo è legato a eventi stressanti sporadici, come ad esempio una intensa attività fisica, jet lag o semplicemente affaticamento mentale. Purtroppo esiste anche un’insonnia che può durare anni e che è legata a disturbi come l’ansia e la depressione.  A soffrirne sono più le donne che gli uomini. Manager o casalinghe non importa.  L’insonnia procura su tutti uno stato di tensione che perdura durante tutta la giornata fino a sfociare in veri e propri attacchi d’ansia al solo pensiero di “non dormire“  la notte successiva. Una giornata storta, però, può capitare e potrebbe procurare uno stato tensivo che sfocia in alcune notti insonni. Niente a che vedere con chi invece non riesce più a provare interesse e piacere nelle attività che prima lo interessavano e lo facevano stare bene.  Coloro che si sentono sempre giù, stanchi, hanno pensieri negativi, e, spesso, sentono la vita come dolorosa e senza senso, soffrono invece di depressione vera e propria e sono proprio coloro che hanno problemi di insonnia resistente. Esiste, infatti, una forte correlazione tra disturbi del sonno e depressione. L’’80% delle persone depresse ha molta difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno per tutta la notte e solo una piccola parte di essi, il soffre, invece, del contrario ossia dorme più del necessario. La depressione quindi può causare problemi di sonno e, a sua volta, le complicazioni del mancato riposo possono contribuire all’accentuazione del disturbo stesso. Una spirale da cui difficilmente si riesce ad uscire. Per alcune persone, i sintomi depressivi si presentano prima della comparsa dell’insonnia; per altre, si verifica l’opposto. Alcuni studi sembrano confermare che le persone con insonnia abituale abbiano un rischio tre volte maggiore di sviluppare la depressione rispetto a coloro che hanno una costante e buona qualità del sonno. Adottare corrette abitudini come andare a letto sempre a orari fissi e usare la camera da notte solo per dormire possono essere di aiuto ma quando l’insonnia persiste a causa di un disturbo psichico è bene rivolgersi ad uno specialista. Purtroppo il 56% degli insonni non si sottopone a cure appropriate o assume, saltuariamente, un farmaco, pensando che tale disturbo non sia grave e che, forse, così come è venuto passerà da sé. Solo il 44% si rivolge ad uno specialista e si sottopone a terapia farmacologica adeguata, garantendosi così notti serene e sogni d’oro.


Pubblicato in:     Medicina  
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